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Fan-fiction 

 

 

 

 

Disclaimers: i personaggi appartengono a Togashi sensei; l’uso che ne faccio non è a scopo di lucro ma per divertimento personale. Nota: per esigenze di fic, alla fine del Torneo delle Tenebre, Genkai non tornerà in vita e Yusuke è meno dispiaciuto che nella versione originale. Diciamo che ha altri pensieri per la testa ^^;; Special thanks a Dodoria e Mukuro che hanno letto questa roba in anteprima e in particolare a Mukuruccia per i suggerimenti :***



 

CAZZOTTI E BACI

di Meryl Stryfe

 

La grande arena si stava disintegrando davanti ai loro occhi. L'esplosione aveva appena finito di distruggere quel che rimaneva del luogo dove avevano combattuto e soprattutto dove avevano vinto il torneo delle tenebre. Yusuke era confuso e non riusciva a rimettere ordine nei suoi pensieri: tutti quegli eventi si erano accavallati ad una velocità vorticosa ed ora lo lasciavano senza parole alla fine di tutta quell'immane fatica che era costata la vita alla sua maestra e che soprattutto stava per portargli via il suo migliore amico.

Non poteva ancora crederci che quegli stupidi gli avessero fatto credere che Kuwabara fosse morto. Se solo avessero immaginato la disperazione che aveva preso possesso della sua mente, il dolore che aveva trafitto il suo cuore tanto da annebbiare ogni pensiero, non avrebbero mai osato fargli una cosa del genere. E pensare che alla fine ne avevano riso come se fosse stato lo scherzo più divertente del mondo, quegli idioti!- Urameshi!!! - una specie di ringhio che assomigliava al suo nome lo risvegliò da quei pensieri, era proprio la voce di quello scemo di Kuwabara che lo chiamava perché tutti se ne stavano andando. Ora che ci ripensava, forse non lo aveva ancora picchiato abbastanza visto che conservava ancora sul viso quel sorriso da presuntuoso strafottente quindi per strada decise di dargli un'altra bella lezione fra le risate di tutti gli altri, ma anche il suo cuore ora rideva di gioia!

 

Erano ognuno nella propria stanza d'albergo a riprendere le proprie cose. Tra poco una nave li avrebbe riportati a casa così come erano stati portati lì o perlomeno così gli avevano raccontato, visto che lui aveva dormito per tutto il viaggio. D'un tratto entrò Kuwabara e cominciò a raccontargli per l'ennesima volta quell'episodio e di come era riuscito a colpire un avversario anche se stava dormento: - Ma vedi di non montarti la testa solo per questo!! Se fossi stato sveglio avresti visto quanti ne ho atterrati io... - e continuò così per un bel po' facendo lo sbruffone come suo solito. Yusuke, invece, non riusciva a scherzare come sempre, quell'enorme tristezza che l'aveva assalito quando il suo amico sembrava morto lo infastidiva quasi come se fosse qualcosa di tremendamente sbagliato. Mentre era soprapensiero, qualcosa lo riscosse, un cambiamento nella voce di Kuwabara, mentre pronunciava queste parole: - In realtà lo so che sei molto più forte di me, ma mentre combattevi contro Toguro, ho avuto veramente paura che morissi come Genkai...

Yusuke, stupito, alzò lo sguardo dalla sua borsa e lo fissò negli occhi; Kuwabara era un po' arrossito ma continuava ad avere il suo solito sguardo fiero e prima che l'altro potesse rispondergli, gli grugnì di sbrigarsi e uscì dalla stanza.

 

Yusuke era salito sul ponte della nave a prendere un po' d'aria! Era notte fonda e tutti stavano dormendo ma lui non ci riusciva dopo le parole che Kuwabara gli aveva detto quel pomeriggio; le aveva dette con un affetto profondo superiore a quello che aveva sempre pensato provasse per lui: insomma, anche se litigavano sempre, sapevano di essere molto legati, tanto da definirsi il migliore amico l'uno dell'altro ma in quelle parole aveva colto una dolcezza che non sentiva neanche quando parlava di Yukina. E la cosa che più lo colpiva era che lui si era sentito scaldare il cuore a quelle parole.

- Non dormi, Urameshi? - Di nuovo un piacevole calore gli avvolse il petto...

- No, era troppo caldo in cabina! E non ho neanche molto sonno!

- Strano dopo quello che abbiamo passato in questi giorni! - e aggiunse con un tono quasi sarcastico - magari sono le sofferenze in amore a non farti dormire...

Yusuke si sentì come un bambino scoperto a rubare la marmellata e arrossendo, balbettò - Ma... ma... che cavolo dici??

- Che ne so? Magari Keiko è arrabbiata con te per qualche motivo! L'hai fatta stare in pena durante il torneo... non parliamo poi della finale...

E adesso cosa c'entrava questa uscita su Keiko? Yusuke sentì una grande rabbia crescere dentro di sé e gli rispose - Chi gliel'ha chiesto di venire? Poteva restarsene a casa! -

Tutti credevano che ci fosse del tenero fra lui e la ragazza. In realtà per Yusuke, Keiko era una semplice amica a cui voleva molto bene ma era un affetto diverso da quello che sentiva per Kuw... oddio, non riusciva neanche a finire il pensiero per quanto questo cosa gli sembrava una follia.

- Ma perché ti arrabbi? Sei tu che parli sempre di Keiko?

- Ma che dici? Pensa per te piuttosto, non fai altro che parlare di Yukina...

Ma un secondo dopo aver detto quella frase, Yusuke avrebbe voluto buttarsi a mare perché aveva capito di aver parlato troppo. Non solo le parole ma anche il tono con cui l'aveva detto avrebbero fatto pensare a chiunque che fosse... geloso!?! E Kuwabara infatti lo stava fissando allibito, aprendo la bocca e subito richiudendola senza pronunciare un parola, probabilmente perché non sapeva neanche lui che cosa chiedere o dire a Yusuke.

I due si fissavano senza dire una parola. Yusuke nel frattempo continuava a imprecare contro se stesso e a ripetersi - Dì qualcosa... dì qualcosa... - ma per quanto si sforzasse non gli veniva in mente nulla per togliersi da quella situazione.

E allora decise di fare quello che gli veniva meglio: dargli un bel pugno in pieno viso!

Kuwabara con una guancia leggermente più rossa dell'altra e gli occhi spalancati dallo stupore si fissò di nuovo a guardarlo e gli disse: - Ma... ma... sei impazzito!?! Perché mi hai picchiato?

Yusuke che naturalmente non aveva nessun motivo sensato per fare una cosa simile, invece di rispondergli gli si avventò contro e ricominciò a colpirlo con una velocissima serie di pugni. Kuwabara all'inizio non reagì ma superato il primo momento di stupore, cominciò a colpirlo a sua volta. Per un bel pezzo continuarono ad azzuffarsi senza tregua ma i pugni che si scambiavano non erano dati con molta forza e Yusuke trovava sempre più piacevole quel contatto con il suo amico tanto che ad un certo punto si trovò talmente vicino al suo viso da provare l'impulso irrefrenabile di assaggiare le sue labbra. E senza pensarci due volte lo fece! Appoggiò la bocca su quella di Kuwabara dandogli un bacio leggerissimo ma che entrambi i ragazzi percepirono benissimo.

Kuwabara restò immobile seduto a terra con l'amico sopra di lui che lo guardava e per la seconda volta in quella assurda serata era assolutamente senza parole... non riusciva a credere a quello che aveva fatto Yusuke e allo stesso tempo si sentiva confuso da quel gesto che aveva trovato quasi piacevole...

Yusuke invece non era affatto confuso, non più... in quel brevissimo istante si era sentito sciogliere dentro ed ora che si era staccato da quelle calde labbra già rimpiangeva la bellissima sensazione che gli avevano dato. Quindi, incurante dell'espressione sconcertata di Kuwabara, si stava avvicinando di nuovo a lui per baciarlo quando sentì una voce spezzare quella magia: - Che diavolo combinate voi due?

Si voltarono entrambi nella direzione da cui veniva la voce e contemporaneamente esclamarono: - Hiei!! - Lo youkai li stava fissando con lo sguardo sospettoso ma i due si affrettarono a spiegargli che stavano litigando come al solito ed erano finiti a prendersi a pugni.

Dopotutto erano pieni di lividi e Hiei sembrò credere alle loro scuse infatti disse: - Fate meno baccano! Mi avete svegliato!! -

Yusuke si scusò e cominciò a dirigersi verso la sua cabina mentre Kuwabara si fermò a guardarlo con aria di sfida e gli sibilò a pochi centimetri del viso: - Sai quanto me ne frega se ho disturbato il tuo prezioso sonno... - e se ne andò anche lui in cabina.

- Che idiota! - fu l'ultima frase che si sentì sul ponte dopodiché Hiei li seguì sottocoperta.

 

- Non riesco proprio a capire... - Kuwabara andava avanti e indietro nella piccola cabina dove era appena entrato! Non riusciva a prendere sonno dopo quello che era successo con Yusuke. Ad un certo punto si fermò e si strofino con forza la testa. Non poteva continuare a tormentarsi. Doveva assolutamente parlargli e cercare di capire perché si era comportato così, cosa voleva da lui anzi cosa volevano entrambi...

Uscì e si diresse verso la cabina del suo amico, cercando di non correre per non fare troppo rumore: se Hiei si fosse nuovamente svegliato, avrebbe ricominciato a brontolare.

Purtroppo, per quanto si sforzasse, non riusciva a trattenere le sue gambe che sembravano voler annullare la distanza tra i due il prima possibile. Arrivò vicinissimo alla cabina con il cuore che gli batteva così forte da avere paura che qualcuno lo sentisse e prese a chiedersi se fosse per il fiatone o per qualche altro motivo. Ma non fece in tempo a riflettere su questa cosa che la sua attenzione fu catturata prima da due voci e, dopo qualche passo, da due figure che vicinissime stavano parlando sottovoce. Nonostante la luce del corridoio fosse molto debole, non poteva sbagliarsi: i due erano Keiko e Yusuke.

Si appiattì contro la parete restando nel buio per non farsi vedere e cercando di capire quello che si stavano dicendo. Purtroppo non riusciva a sentire ma vide molto bene quello che successe in un attimo: Keiko si avvicinò a Yusuke e lo baciò.

Kuwabara spalancò gli occhi e sentì fermarsi quel cuore tanto rumoroso fino a pochi minuti prima. Non riusciva più ad assistere a quella scena e silenziosamente si allontanò dirigendosi verso la sua cabina.

Quando l'ebbe raggiunta, entrò e si chiuse la porta alle spalle; ci si appoggiò con la schiena e si lasciò cadere fino a ritrovarsi seduto con la testa fra le mani. Nello stomaco sentiva una morsa dolorosa e quello che lo angosciava non era solo ciò che aveva visto ma soprattutto ciò che aveva capito: non poteva continuare a fare finta di nulla: in quei momenti si era reso conto che era così sconvolto perché era geloso di Keiko, perché avrebbe voluto ucciderla in quel momento pur di allontanarla dal SUO Yusuke, perché avrebbe dato qualunque cosa pur di essere al suo posto, in una parola perché lo amava. Ma come era possibile? Amava un ragazzo e non uno qualunque: il suo migliore amico!

"Se lo venisse a sapere mi ucciderebbe" pensò sconsolato Kazuma "ma... un momento... " un pensiero balenò nella sua mente: il ricordo di quanto era successo sul ponte. Il comportamento strano di Yusuke e poi quel bacio... doveva provare almeno a chiarire con lui quello che era successo, magari aveva una speranza! E poi come si era permesso di baciare nel giro di poche ore due persone diverse? Se non altro si sarebbe tolto la soddisfazione di prenderlo a pugni per quel motivo; almeno avrebbe avuto un contatto fisico con lui... ma che andava a pensare? Si alzò in piedi e si voltò verso la porta deciso ad andare immediatamente dal ragazzo ma fu bloccato da un leggero colpetto alla sua porta... dopo un po' sentì un altro colpo leggermente più forte! Afferrò lentamente la maniglia, aprì la porta di metallo e si ritrovò davanti la persona che meno si aspettava: Keiko!

Lo fissava con gli occhi pieni di lacrime e lo sguardo truce come se avesse voluto incenerirlo. In un attimo dalla sua mano partì uno schiaffo che si stampò sulla guancia di Kuwabara senza che questi riuscisse ad avere una minima reazione. Il ragazzo non stava capendo nulla e non lo aiutarono di certo le parole della ragazza: - Ti odio!! Mi fai schifo! Anzi mi fate schifo tutti e due! - Poi Keiko corse via continuando a piangere e lasciandolo impalato davanti la porta aperta con la mano ancora sulla maniglia e la guancia dolorante.

- Mi dispiace... è colpa mia se si è comportata così. - La voce che proveniva dal buio del corridoio lo riscosse da quella sorta di catalessi. In un attimo si ritrovò davanti Yusuke che lo guardava con occhi tristi: il ragazzo moro lo spinse dentro la cabina ed entrò chiudendo la porta; poi lo fece sedere e gli si mise in ginocchio davanti senza staccare mai gli occhi da lui.

- Ti prego... devi starmi a sentire, poi potrai anche uccidermi ma ora devo dirti tutto altrimenti mi scoppierà il cuore e ora che finalmente le cose mi sono diventate più chiare e ho chiuso con Keiko...

- Che cosa hai fatto con Keiko?? - lo interruppe Kuwabara.

- Era venuta da me perché voleva che ci mettessimo insieme ora che il torneo è finito e mi ha baciato... - e Yusuke notò una leggera smorfia nel viso dell'amico ma continuò - ...ma io l'ho fermata perché ho capito che per lei non provo niente di più di una semplice amicizia. Poi ho fatto l'errore di dirle qual è la persona che realmente amo, anche se forse, anzi sicuramente, è un amore impossibile. Non avrei dovuto dirglielo, non era il momento! E infatti lei è andata su tutte le furie e se l'è presa proprio con quella persona... mi dispiace... - dicendo queste ultime parole, appoggiò la mano sulla guancia che Keiko aveva colpito.

Kuwabara lo guardava con gli occhi pieni di stupore, continuando a chiedersi: "Ho capito bene??!"

Poi Yusuke riprese a parlare: - So che può sembrare ovvio ma con te meglio non lasciare niente all'immaginazione - e fece una leggera risatina che voleva essere ironica ma gli uscì visibilmente nervosa - la persona di cui parlo sei tu...

E allontanò la mano, ritraendo leggermente anche tutto il corpo per la reazione sicuramente violenta che temeva sarebbe arrivata a momenti.

Kuwabara stava lentamente realizzando il senso di tutto il discorso di Yusuke: sì, aveva capito bene. Avrebbe voluto dirgli tante cose, tutte quelle che gli erano passate per la testa dall'episodio sul ponte fino a quel momento ma non sapeva da che parte cominciare e allora gli si avvicinò lentamente, gli prese il viso tra le mani e lo baciò.

Quando si allontanò vide l'espressione felice sul viso del suo amico e ridacchiando gli disse: - Non credere che ora ti farò tornare nella tua cabina!! Resterai a farti perdonare quello schiaffo che mi sono preso per colpa tua! -

E sorridendo entrambi, si baciarono di nuovo...

 

- FINE -