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Fan-fiction 

 

 

 

 

Nota di servizio per chi si appresta a leggere questo strambissssimo mix di yaoi e demenzialità ^^' : le fanciulle che compaiono nella fanfic sono le sisters Mukuro e sottoscritta, e il video che si stanno gustando è un AMV su Hiei e Kurama sconsigliato alle deboli di cuore... onore e gloria al genio che l'ha fatto! *_*
Astolfa e le sue sorelle sono personaggi (o meglio... diciamo caricature ^^') di mia demenziale invenzione (e non me ne vanto XD), mentre sui due protagonisti della parte migliore, vanto solo il diritto di adorazione... almeno quello *__*


 

IL MIO REGNO PER UNA YAOI!

(la favola della buonanotte delle yaoi sisters)

di Lilith Elisewin

C'era una volta un re che disse alle sue figlie:
-"Io sono vecchio e mi sono rotto di fare il re... quindi vedetevela voi col regno che io me ne parto per Honolulu, dove troverò serena dipartita."-
Al che, le figlie del re rimasero un po' sconcertate, ma pensarono "Se il vecchio bacucco si defila, tutto il regno sarà nostro *__*"
E siccome era un regno piuttosto grande, la cosa non dispiaceva affatto a nessuna di loro. Ora però, c'è da considerare un particolare, e cioè che le figlie del re erano 92 (sì 92 e allora??? mi sono dato da fare U_U n.d.re) e quindi essendo così tante, se si fossero spartite equamente il regno ognuna ne avrebbe avuto una parte piuttosto piccola, e la cosa non stava bene a nessuna di loro, perché dovete sapere (dovete chi??) che le figlie dei re sono sempre molto ingorde e anche abbastanza stronzette. Non volendo sporcare la reputazione della famiglia reale con uno scontro sanguinario tra sorelle, se non come ultima spiaggia, le principesse optarono per una sfida equa che decidesse chi tra loro doveva essere regina, e quali invece le 91 che se la sarebbero presa in saccoccia. La sfida consisteva in questo: essendo il popolo del loro paese un branco di sfigati e mezzi addormentati, chi tra le principesse avesse trovato il modo di dare una scossa alla popolazione e risvegliarla dal torpore, avrebbe avuto diritto al trono. Quindi le principesse lasciarono il regno a un loro cugino che facesse da sovrintendente al trono per un po', e partirono alla ricerca di quella medicina che avrebbe potuto dare una svegliata alla gente del regno (cosa di cui in realtà a loro fregava ben poco, ma questo ai fini della storia non è importante…)
Presero così 92 direzioni diverse, e girarono per il mondo senza sosta, con l'occasione facendosi anche sedurre da qualche camionista di passaggio, dato che le principesse, si sa, sono molto libertine…
Una di queste principesse, che si chiamava Astolfa, capitò un giorno in una bellissima città di un bellissimo paese. C'erano molte cose da ammirare in questa città, ma nessuna abbastanza da poter servire al suo scopo. Ma a un certo punto Astolfa capitò nei pressi di un'abitazione da cui provenivano strani urletti e voci concitate che sembravano in preda a un'estasi mai vista prima. Siccome la casa era al primo piano e Astolfa era molto agile perché mentre faceva la principessa si era pure dilettata a diventare ginnasta, fece un gran balzo e si attaccò al balcone dell'abitazione (posizione piuttosto scomoda, povera Astolfa...). Comunque, anche se stare in quella posizione non era proprio l'ideale, Astolfa decise di soprassedere in nome dei sold... ehm, del suo popolo, e restando eroicamente appesa al balcone come una cozza, guardò all'interno... e quale scena si presentò ai suoi regali occhi... due fanciulle una più bella dell'altra (alla faccia della modestia... ma se ci inseriamo in una fanfic, dovremo pure far bella figura no?? U.U) sedevano a un tavolo, stringendosi freneticamente le mani per calmare (o alimentare??...) la reciproca estasi, nel guardare quello che subito catturò l'attenzione della cozz… ehm, della principessa Astolfa: un piccolo schermo... sul quale due esseri dalla rara bellezza apparivano in meravigliose scene che si susseguivano accompagnate da una sensuale melodia... e i loro corpi... si toccavano... e accarezzavano... le loro bocce si incontravano ed esploravano... le loro mani si cercavano e si toccavano... e i loro splendidi volti erano persi nell'estasi l'uno dell'altro... e Astolfa dal canto suo, risentì "leggermente" della visione, e il pavimento del terrazzino risentì "leggermente" della reazione di Astolfa, trovandosi allagato in pochi secondi... inconvenienti che capitano...
Comunque Astolfa sentiva che era vicina alla soluzione dell'arcano, così rimase pazientemente a fare la cozza sul balcone finchè le due non uscirono, dopodiché si intrufolò all'interno e riaccese l'apparecchietto, mettendosi alla ricerca di ciò che poteva esserle utile (pure esperta in pc... sta Astolfa ce le ha tutte!). E lì, in quel magico apparecchio, si trovò di fronte a immagini che non aveva mai visto...

I due esseri che aveva veduto poco prima, da vicino erano ancora più splendidi di quanto avesse immaginato... ora che le loro figure erano delineate con chiarezza davanti ai suoi occhi, Astolfa la cozza ginnasta ed esperta in pc dovette sedersi per reggere a quello spettacolo...
Uno di loro aveva una bellezza estremamente sensuale e delicata. Un viso dai fini lineamenti perfetti, incorniciato da lunghi e morbidi capelli scarlatti. Grandi occhi verdi, che lasciavano trasparire uno sguardo dolce ma velato di maliziosa sensualità. Il suo corpo snello e slanciato, assumeva languide pose nell'incontrare il corpo dell'altro... Una creatura piccola ma perfettamente proporzionata, le cui braccia e spalle lasciavano vedere le linee meravigliose dei muscoli tesi nell'abbraccio e nel possesso del corpo del compagno.. il viso, dalle linee delicate, sembrava contrastare con lo sguardo fiero dei suoi profondi occhi rossi... un concentrato che conferiva all'attraente creatura una splendida aura di enigmatico fascino... Le snelle mani del primo si muovevano con sapiente maestria sulla sua pelle, mentre il suo corpo si inarcava sotto l'influsso delle sensuali carezze dell'altro, ricambiando l'estasi con altrettanta passione. Le mani di ognuno scivolavano sul corpo dell'altro, lungo ogni contorno e ogni linea, facendo vibrare entrambi di puro piacere...
A un tratto, la creatura dallo sguardo di rubino si trovò con il corpo dell'altro che si distendeva interamente su di lui, andando a torturare morbidamente il suo collo, mentre con la mano passava in mezzo alla ribelle chioma nera, accarezzandone le punte e le splendide ciocche bianche che formavano una stella. Portando le mani sulla schiena della creatura dai fulvi capelli, il piccolo essere si lasciava andare con lievi sussurri e gemiti alle labbra dell'altro, che continuavano a esplorare la sua pelle, scendendo nell'incavo del collo, fino al petto muscoloso. Lì cominciò nuovamente a far scorrere languidamente la bocca sulla pelle accaldata, assaporandola in morbidi tocchi, leccandola con estrema sensualità, mentre la mano scendeva anch'essa verso il petto del suo compagno. Poi il giovane sollevò le labbra e alzò il viso a guardare l'eccitazione crescere sul volto dell'altro, che aveva chiuso gli occhi mentre il suo corpo si estasiava dei brividi di piacere provocati dalla mano del ragazzo che si muoveva scivolando sul suo petto, disegnandone le linee forti eppure minute, scendendo verso il ventre, in lievi ma potenti tocchi che portavano ogni istante un nuovo brivido sulla pelle della piccola creatura. Sorridendo con sensuale malizia, il giovane scese a toccare le labbra dell'altro, possedendole mentre la sua mano scendeva ancora, per arrivare all'inguine, farlo tremare di piacere con altre soffici carezze, solo la punta delle dita che sensualmente scivolava tra il ventre e la coscia. Le carezze di quella mano facevano vibrare l'intero piccolo corpo, mentre l'altra si appoggiava sul suo collo per accompagnare il morbido e appassionato bacio. Le labbra umide si staccarono, e il ragazzo dai capelli lunghi, continuando a posare lievi baci caldi sulla pelle dell'altro, scese lentamente verso l'inguine, dove la sua mano aveva iniziato ad accarezzare l'eccitazione del compagno, e mentre continuava a muoverla con lenta maestria sulla lunghezza già dura, la bocca si soffermò sul basso ventre, scivolando su di esso con le labbra, con la lingua, in una danza dei sensi che faceva gemere di più la piccola creatura, e accelerava il suo respiro. Sentiva la pelle del compagno calda e sudata, mentre la assaporava con elegante sensualità, giocando a provocare l'eccitazione, a cercare ogni più piccolo punto sensibile del corpo dell'altro. Quasi a voler prolungare l'attesa e il malizioso gioco, fece nuovamente risalire la bocca fino al capezzolo, iniziando a leccarlo e a far scivolare la lingua tutt'intorno, finchè non lo sentì meravigliosamente turgido sotto le sue labbra. Non smettendo di alimentare l'eccitazione accarezzando il suo sesso con sempre maggiore intensità e ritmo, si spostò poi sull'altro capezzolo, anche ad esso riservando la splendida tortura, mentre il piccolo compagno sotto di lui aveva preso a respirare affannosamente, emettendo deliziosi gemiti e inarcando il corpo. Sentendo l'eccitazione di lui crescere ancora, il giovane si abbassò morbidamente, strusciano sul corpo dell'altro, fino a portare il viso all'altezza del suo sesso eretto e potente. Lasciò che la mano lentamente scivolasse al di sotto di esso, impegnandola in lente carezze, mentre con le labbra posava un casto bacio sulla punta del piacere del suo compagno, lasciando poi andare su di essa la sua lingua che morbidamente giocava, muovendosi in circoli irregolari che aumentavano di ritmo per poi nuovamente rallentare, un altro malizioso gioco del ragazzo per provocare di più l'eccitazione dell'amante. Il corpo dell'altro era teso e sudato, il suo sesso ormai al colmo dell'eccitazione, ma il ragazzo dalla chioma rossa, alzando leggermente il viso sussurrò un sensualissimo -"… resisti..."-, per poi riabbassarsi nuovamente e questa volta prendere interamente nella bocca il duro piacere dell'altro. La testa del giovane si muoveva morbidamente mentre succhiava l'estasi del grazioso amante, la bocca che veniva languidamente bagnata dal suo piacere. Sollevò le labbra e si abbassò accanto al sesso del compagno, lasciando che la punta della lingua ne percorresse l'intera lunghezza, ancora e ancora, mente lo sentiva sempre di più vibrare, e dalla bocca dell'altro usciva ansimante il suo nome. Dopo che la morbida carezza della lingua ebbe assaporato l'intera erezione, nuovamente tornò su di essa con la bocca e nuovamente la prese, continuando a succhiarla e provocando altra estasi al compagno. Egli stava in ogni modo cercando di trattenere quel piacere, mentre la calda bocca dell'altro continuava il morbido e passionale movimento sulla sua erezione. Allontanando la bocca dal piacere del compagno, ormai sul punto di esplodere, il ragazzo si sollevò a sedere su di lui, portando una mano a toccargli il collo in una gentile carezza...
-"Non ancora, amore mio... resisti ancora un attimo..."- Dette queste parole, fece voltare piano l'altro su un fianco, quasi in posizione prona, andando con la bocca a continuare il lavoro già iniziato dalle dita, che avevano preparato la sua piccola apertura, dove ora arrivava la sua lingua a bagnare morbidamente. Mentre la sua mano continuava a tenere accesa e sempre più potente l'eccitazione dell'altro, lo fece nuovamente voltare supino e gli sollevò le gambe fino a portarle sulle sue spalle. Avvicinò quindi la piccola apertura alla propria eccitazione, anch'essa al culmine del piacere. Sentendo vicina l'esplosione dei sensi, la piccola affascinante creatura prese a gemere più forte, chiamando il nome del compagno, inarcando la schiena mentre questi entrava in lui con decisione, il dolore che si mescolava all'estasi più assoluta, i respiri che si confondevano in un unico grande gemito di puro piacere, piacere che esplose per entrambi. Mentre il giovane rosso lasciò andare l'estasi nel corpo del piccolo bruno, questi liberò finalmente tutta la dirompente eccitazione sul petto e sul ventre dell'altro, chiudendo gli occhi e piegando indietro la testa in un ultimo assoluto grido di piacere. Mentre i respiri lottavano per tornare regolari, il ragazzo uscì piano dal corpo dell'altro, provocandogli qualche piccolo gemito ancora, per poi abbandonarsi accanto a lui. Entrambi ansimanti, perdevano lo sguardo uno nell'altro, come per scorgere ognuno nel compagno la stessa inebriante sensazione che riempiva la propria persona. Il piccolo essere scuro avvicinò lentamente il viso a quello del suo amante, e appoggiò la fronte a quella dell'altro. Senza dire nulla, rimasero così, persi uno dell'altro, estasiati uno dall'altro. Abbandonandosi alla stanchezza, una meravigliosa stanchezza, entrambi chiusero gli occhi... solo un sussurro sfuggì alle labbra esauste della piccola creatura, appena udibile...
-"... ti… amo... volpe..."- ... appena udibile, ma perfettamente udito dal giovane compagno, che sorrise dolcemente, e portò una mano accanto alla sua, a toccarla gentilmente. E mentre le loro dita restavano a sfiorarsi, il sonno li trovava così, uniti nel paradiso che si erano creati per il loro amore.

... a questo punto... le due tornarono a casa, e rimasero alquanto stupite di trovare il pc acceso, ma ancora di più di scorgere in terra una strana individua che sembrava svenuta o in preda a epilessia, mentre ripeteva incessantemente -"… stupendi... meravigliosi... *__*… oooooohhhhhhhhhh... oooooooohhhhhhhhhhhhh... favolosi... *_______*"-
Dopo che le ebbero dato una ventina di schiaffi a testa per farla riprendere, la tizia spiegò loro il suo problema...
-"Ma non si preoccupi, cara principessa cozza ginnasta esperta in pc Astolfa,"- esclamarono le due -"perché noi siamo qui apposta per risolvere i suoi guai ^____^"-
Detto questo le fecero qualche decina di cd pieni di taaaanta roba yaoieggiante e in più scrissero una fic speciale a testa in omaggio alla principessa cozza eccetera eccetera Astolfa, che ripartì in grande allegria. Arrivata nel suo regno, si riunì con le sorelle. Ognuna di loro sosteneva di aver portato qualcosa di assolutamente infallibile per risvegliare il popolo addormito di Valle Sfigata (sì, si chiamava così il regno... che dobbiamo fa'? -_-), ma nessuno di questi funzionò. Quando fu il turno di Astolfa, la principessa si presentò trionfante con i cd donati dalle sue nuove amiche. E allora si verificò una strana situazione... perché tutte le donne del regno caddero in estasi e iniziarono a sbavare da tutte le parti e a fare gli occhi a stellina, mentre tutti gli uomini si riunirono in una pozza comune a vomitare! Ma in ogni caso... era stata una bella scossa per tutti, questo era innegabile! E così la principessa cozza ginnasta esperta di pc divenne regina di Valle Sfigata (che da quel giorno cambiò nome in Valle Sdrumata). Il suo più grande timore era un colpo di stato da parte delle 91 sorelle... ma la regina Astolfa non aveva tenuto conto di un elemento importante: e cioè che anche le 91 sorelle erano tra le donne svalvolate grazie ai due stupendi esseri! E non lo avevano calcolato neanche le due ragazze... che si ritrovarono così con 91 pazze in casa da sfamare a suon di yaoi...
E delle 91 sorelle di Astolfa più nulla mai si seppe...

- FINE -